Due parole sui giovani, sui vecchi, sui concorsi e su Bimed

Due parole sui giovani, sui vecchi, sui concorsi e su Bimed.

Mi chiamo Luigi Pignalosa e sono un giovane di 34 anni…

i bambini contenti dell’edizione 2010 di exposcuola

Nel 2007 ho partecipato come giovane concorrente al concorso “Exposcuola Università 2007” organizzato da Bimed (Biennale del Mediterraneo), con un progetto scritto da me. Il titolo del mio progetto era “il Filo d’Arianna” ed era un percorso di attività basate sul gioco come vettore di contenuti educativi, destinato a sviluppare la fantasia nei bambini delle scuole primarie e secondarie.  Mi ero da poco laureato in Filosofia, lessi con entusiasmo del concorso e decisi di presentarmi perchè il tema del concorso (non ricordo esattamente la dicitura) riguardava proprio l’educazione estetica per i bambini nelle scuole primarie e secondarie. In fondo era esattamente il tema dei miei studi. Il Filo d’Arianna era un progetto concepito per far risparmiare i fondi pubblici, per ottimizzare il lavoro degli operatori coinvolti, per favorire al massimo i bambini e i docenti che avrebbero anche acquisito le competenze per continuare il lavoro senza che la scuola sborsasse altri soldi.

Fui molto contento quando seppi che il mio progetto era andato in finale insieme ad altri 3 progetti. Sperai davvero di poter vincere quando assistei alla presentazione degli altri progetti. Ma fui molto triste quando scoprii che ero stato battuto.

Uno dovrebbe saper perdere, dice la saggezza popolare. Certo. Ma scopriamo il resto.

Io mi aggiudicai solo il secondo premio di 1,500 Euro. Il primo premio era di 4,000 Euro.  La giuria mi disse che non avevo meritato il primo premio perchè il mio progetto aveva alcune pecche teoriche rispetto agli obiettivi.

Ma chi vinse l’edizione? Un progetto capitanato da una professoressa universitaria che a stento riusciva a capire ciò di cui parlava. Si trattava di inserire un dipartimento universitario all’interno dell’allora famosa piattaforma virutale “Second Life”. Cioè vinse l’idea che la migliore attività per favorire la fantasia nei bambini era mettere il dipartimento della prof su second life.

Ecco che fine ha fatto il primo premio: nel nulla (leggi l’articolo)

Ma non è tutto. Io non ho avuto il mio premio. Mi è stato promesso dal presidente in persona, ma non mi è stato dato. Quando scrissi al presidente dell’associazione per sapere perchè non mi avevano pagato il mio secondo premio, lui mi disse spazientito che non c’erano soldi. Dopo qualche insistenza (eh sì, ci tocca anche elemosinare, a noi figli di nessuno senza santi in paradiso) mi “concesse” 500 Euro a titolo di “..e ora fattele bastare”. Il resto infatti non l’ho mai avuto, nonostante ci sperassi come ogni giovane all’inizio della propria carriera. Quando chiesi per l’ultima volta i soldi ricevetti una risposta innervosita in cui il “povero” presidente si dipingeva come un miserabile stretto nel morso della politica che non gli dava fondi e quindi era già abbastanza “incazzato” e quindi io dovevo evitare di farlo incazzare ulteriormente. Ed io all’inizio gli avevo anche creduto, poi ho capito che la sintesi era “non rompere, ragazzino”. Bene, non rompo più, vi aspetto al varco.

Eh sì, perchè i soldi per pagare il mio premio Bimed “non li aveva e dice di non averli neppure ora”, eppure hanno trovato i soldi per organizzare, dal 2007 ad oggi, tante altre belle attività costose. Ma allora? Se i soldi per pagare me non ci sono, perchè ci sono i soldi per fare altre iniziative? Lustriamoci, lustriamoci il curriculum.. Al mio paese si pagano i debiti delle vecchie attività, prima di spendere per altre attività, ma il mio paese è forse il paese di Utopia e non l’Italia. Ma il vero varco è un altro ed è arrivato.

L’articolo (di cu ho inserito il link più sopra) vi spiega in che misero stato si trova la piattaforma Second Life e mostra chiaramente in che misero stato è il dipartimento della cara professoressa. Ecco cosa avete premiato: il nulla, il fallimento, i vostri clienti.

Forse perchè il nulla va daccordo col nulla. Avrei voluto gridarlo da quel palco, ma all’epoca Second Life andava per la maggiore. Oggi è il mio trionfo. E me lo godo.

Lì il dipartimento, i 4000 euro del premio chissà, forse in un collier della prof o in una meravigliosa edizione a pagamento di un librino che spiega al popolo ingorante come è stato importante che Bimed abbia premiato quel fantastico progetto. La giuria che mi giudicò era davvero imparziale? O c’era qualche amichetto della professoressa? Il progetto primo classificato, cosa c’entrava con la scuola, i bambini, la fantasia, il gioco (i temi del concorso)?

Col senno di poi è stato un bene premiare il progetto della prof? Avete il coraggio di pubblicare i nomi dei giurati? Le associazioni come Bimed, che fanno un gran parlare di giovani, sono davvero dalla parte dei giovani? O no? E se no, da che parte stanno?

Io devo avere ancora 1000 euro. Qualcuno di pensa di ridarmele un giorno? (ha-ha-ha-ha-ha-ha-ha). Riusciranno a ingannare il mondo per sempre? I loro amici politici sono sempre sorridenti? I loro figli nelle mani di chi finiranno? Si sentono bene quando si guardano allo specchio? Lo vedono cosa sono veramente?

In una Italia così soffocata dai vecchi, corrotti a tutti i livelli, questa storia sarà solo una goccia nell’oceano torbido del malcostume, dell’ipocrisia e della faccia tosta di quelli che hanno il potere di premiare dei fallimenti e non pagare chi lavora per i bambini davvero.

Io sono 5 anni che faccio il mio lavoro, un lavoro duro, a 700 euro al mese, come educatore, con bambini disagiati, nelle scuole, per sviluppare la fantasia dei bambini. Loro che fanno? Gli do una dritta: potrebbero trasferirsi su second life insieme al presidente del consiglio che è il più fulgido esempio di ciò che sono.

Luigi Pignalosa

PS: fatela girare se siete solidali. Dagli onesti, lo ammetto, mi aspetterei un po’ di solidarietà. Ciao e grazie del tempo dedicato a leggere queste righe.

Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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