Racconto breve | Era fantascienza quando il dottor K?

Chi lo avrebbe detto che non era un racconto di fantascienza, ma scienza? Prima dell’esperimento chiunque avrebbe giurato che una cosa simile poteva solo ispirare un volume di Urania o un film fantastico. Quando il dottor K. decise di vagliare al setaccio ogni dendriolo celebrale tramite il suo microandroide psichico, tutti i suoi colleghi dissero che era semplicemente un presuntuoso in cerca di fama. Denigrarono la sua ricerca dicendo che l’androide ci avrebbe messo almeno duecentomila anni a redigere una mappa accurata di tutti i gangli neurotici del cervello umano. Infine sollevarono anche obiezioni etiche a proposito della pratica in sé di inserire un micro androide nanotecnologico nel cervello di Henry W. Il paziente, per quanto consenziente, non avrebbe più potuto liberarsi del microscopico automa finché esso non avesse compiuto tutto il programma impostatogli come un fato protocollare e inesorabile. Il dottor K. non aveva però rivelato ai suoi beffardi colleghi che l’elemento cardinale dell’esperimento sarebbe stata proprio la quantità di tempo che il minuscolo automa avrebbe impiegato a svolgere il suo compito. La tesi segreta di K. era che, tramite un effetto elettromagnetico da lui nominato effetto K, in un ambiente con una concentrazione relativa di elettromagnetismo così alta come era il cervello umano, la sua sonda in polimeri d’oro e palladio sarebbe stata velocizzata al massimo. Ed aveva ragione. La nanosonda impiegò solo due giorni a compiere una completa ispezione di ogni neurone del signor W. Fantascienza davvero, pensò il dottor K quando il suo trasmettitore a banco ebbe terminato di stampare il rapporto di conferma ricevuto dal debole segnale trasmesso dalla microsonda. L’unica cosa che neppure il dottor K. aveva previsto era il frutto di un infinitesimale errore di calcolo. Egli aveva concepito una sonda in un materiale la cui polarizzazione e carica avrebbero dovuto essere neutre. Tuttavia non aveva calcolato che la presenza di mercurio, seppur presente in quantità irrilevanti nella mucosa cerebrale tra neurone e neurone, era sufficiente a svolgere una funzione catalizzante tale per cui il sottilissimo rivestimento di oro e palladio della microsonda, nel suo percorso attraverso i fluidi molecolari, accumulava un leggera carica elettrostatica, sufficiente a invertire lo stato del neurone. Ogni volta che la sonda compiva il percorso fra un neurone e l’altro si ricaricava, poi a contatto con la cellula si scaricava. Il risultato finale fu che il cervello del signor W., al termine dell’esperimento, si ritrovò completamente invertito. Tutti i neuroni che prima del passaggio della microsonda erano in stato attivo, si ritrovarono in stato passivo e viceversa. Il problema sarebbe già stato un grande problema se l’effetto si fosse scatenato solo sui neuroni mobili che regolarmente si attivano o disattivano in base alla normale attività neurologica. Tuttavia, essendo stati colpiti anche i neuroni basilari della struttura cerebrale, quelli che vengono attivati durante lo sviluppo epigenetico, quelli cioè che rappresentavano l’architettura del normale cervello umano, l’effetto finale fu a dir poco sensazionale. Il signor W. si ritrovò con in testa il primo anti-cervello mentre il dottor K. si ritrovò in mano i tabulati e gli schemi che rappresentavano il cervello del suo paziente prima del passaggio della sonda. La conseguenza fu, a quanto narrano le poche cronache rimaste, che il signor W rovesciò completamente la condizione umana. Aveva acquisito poteri straordinari: poteva udire tutte le frequenze non udite dagli altri uomini ad eccezione del piccolo intervallo consesso ai normali esseri con un normale cervello, poteva vedere l’invisibile stato elettromagnetico delle cose e non solo quello. Aveva la capacità di ascoltare i pensieri, poteva visualizzare ogni punto dell’universo, poteva esercitare una pressione sugli oggetti con il solo pensiero. Quando, dopo pochi giorni, ebbe familiarizzato con il suo nuovo stato e con i poteri acquisiti, comprese che poteva alterare lo stato fisico della materia semplicemente pensando. Avrebbe potuto essere un super eroe da fumetto, non fosse stato che l’inversione che aveva generato un anti-cervello, influenzava anche la struttura più eterea delle funzioni cerebrali. Per lui dare dolore era come dare piacere, l’odio era un dono, l’inganno era una forma di rispetto e la morte era il valore supremo. Il primo a farne le spese fu proprio K. che si ritrovò con un cuore in grado di battere solo a patto di provocare un dolore lancinante a ogni battito. In seguito fu la volta di amici e parenti. Infine la città, lo stato e il pianeta. Le forze di polizia prima, i servizi segreti e l’esercito dopo, tutti tentarono di contrastarlo con tutti i mezzi a disposizione. Ma fu tutto inutile. Perciò il periodo precedente all’apparizione del nostro amato primo cittadino, il periodo in cui l’uomo aveva la strana idea che l’onestà era un valore, o che il rispetto della vita altrui fosse un diritto, che il lavoro rende l’uomo compiuto, che l’educazione dei bambini è un alto e prezioso compito della società, che aiutare un bisognoso è un atto degno di essere applaudito, che amare significa sacrificarsi per qualcuno, e così via per tutte quelle strane idee che gli uomini di quella epoca remota chiamavano virtù, può oggi esser descritto solo nei racconti di fantascienza.

Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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3 risposte a Racconto breve | Era fantascienza quando il dottor K?

  1. Anonimo ha detto:

    Bene Luigi, mi semra un buon racconto breve.
    Complimenti

  2. storie bizzarre ha detto:

    Salve scrittore. Ti segnaliamo l’uscita della nostra rivista del fantastico italiana online.
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