Una filosofia delle idee contro ciò che mi innervosisce: educazione e disciplina

Filosofia delle idee – educazione e disciplina – distinguere per comprendere

Premessa sui motivi per cui scrivo

Scrivo perché certe cose mi innervosiscono.

Provo un fastidio atavico che genera un’esigenza di intervenire in qualche modo. Osservando quanto siano deleteri per la comunità alcuni comportamenti, ho deciso di riflettere per cercare di comprendere le cause di quei comportamenti. Dal momento che che ogni comportamento è la conseguenza di un atteggiamento, e ogni atteggiamento comprende sia un fattore emotivo che un fattore mentale (ossia coinvolge un opinione), ho deciso di agire contro quelle opinioni che determinano atteggiamenti che generano comportamenti che mi infastidiscono. Sulle emozioni si potrebbe agire tramite altri canali, ma mi asterrò, volendo utilizzare il puro ragionamento. Prevedo una serie di articoli (lavoro permettendo), ma in questo primo intervento vorrei innanzitutto chiarire il punto di vista da cui sorge il lavoro che mi prefiggo.

La filosofia delle idee

Anche se ho deciso di utilizzare un punto di vista “colloquiale”, non voglio semplicemente dare  sfogo ai miei furori. Userò la filosofia. La filosofia è amore del sapere, desiderio di conoscere, capire. In questo caso la userò come un metodo preciso. Il metodo consiste nel distinguere il più accuratamente possibile, due diversi termini del linguaggio comune. Lo scopo di questa distinzione è semplice: la distinzione è la base della vera comprensione e distinguere precisamente una certa cosa è l’unico modo per stabilire se un certo atteggiamento che abbiamo sia coerente o meno con i nostri scopi. Dalla confusione, infatti, nasce il comportamento inconsapevole che ci porta ad agire in un modo che provoca delle conseguenze sgradevoli a noi stessi. Distinguere concetti apparentemente simili è perciò fondamentale per agire in modo consapevole.

L’esempio più semplice per comprendere questo tipo confusione è questo: poniamo che io abbia un figlio e che io non distingua esattamente i concetti di educazione e disciplina ma abbia un solo termine mentale per entrambi (sarei quindi in una situazione in cui uso le parole come sinonimi e, se richiesto, non saprei dare una definizione della differenza).

Caro lettore, se vuoi partecipare al lato ludico della cosa, ora prova a dare una tua definizione della differenza. Quando hai fatto, continua a leggere. 

Continuando l’esempio proposto, l’atteggiamento che deriverebbe dalla confusione dei due termini sarebbe all’incirca quello di imporre a mio figlio una certa disciplina su ogni cosa che per me rientra nell’educazione. In quest’opera rimarrei convinto di stare educando mio figlio. Portando tutto all’estremo, da questa confusione deriverebbero alcune conseguenze sgradevoli (anche a me stesso): mio figlio si ritroverebbe ad essere o un soldato ubbidiente ma privo di autocontrollo, identità e serenità oppure un ribelle che, per affermare la sua identità, sarebbe costretto a combattere con me. Esempio questo, ahimè, molto frequente nella realtà.

Differenza fra educazione e disciplina

Perciò è utile distinguere i concetti di educazione e disciplina. La disciplina è un sistema di regole volte a condizionare il comportamento indipendentemente dalla volontà del soggetto che agisce. L’educazione è un concetto più vasto. Esso comprende la disciplina. Educare comprende sicuramente fornire una disciplina attinente ad alcune cose della vita, ma c’è molto di più. In particolare il più del concetto di educazione è riuscire a portare l’educando fuori dalla costrizione che la condizione animalesca, istintiva di ogni infanzia, esercita sull’individuo riducendolo a genere (ex ducere). Ridotto a genere, l’individuo non è individuo ma parte di un gruppo, ubbidisce all’istinto e non è libero. Questo condurre fuori dalle costrizioni dell’istinto animale significa dare gli strumenti per affermare l’individualità (libertà di scelta) contro il predominio dell’istinto, quindi significa dare libertà.

La conseguenza pratica per un educatore (genitore, docente, operatore, Stato, etc) dell’avere chiara la distinzione fra educazione e disciplina è perciò enorme. Chi agisce sapendo che educare implica disciplina ma è più che disciplina, saprà quando è il momento di lasciare da parte la disciplina per fare spazio all’individuo. Viceversa chi trascura questa differenza agirà senza aver compreso l’essenza dei due concetti (la differenza specifica) e perciò nel concreto avrà conseguenze pratiche sgradevoli (a dir poco).

A questo punto viene la tentazione di distinguere il concetto di educazione da altri concetti troppo spesso confusi con esso: nozionismo, manipolazione, indottrinamento… ma questo toglierebbe al lettore il piacere di ragionare in prima persona.🙂

Conclusioni

Einstein che distingue l'energia dal restoQuesto lungo esempio non è scritto solo per giustificare l’opera che mi accingo a intraprendere. Sì, il primo motivo è il desidero di dimostrare che non è tempo perso quello trascorso a distinguere concetti che nell’opinione comune sono simili e che, dopo un’attenta analisi, risultano diversi. Infatti la prima cosa che mi innervosisce è proprio confondere “conoscere” con “parlare”. Tutti possiamo parlare di ogni cosa ma ciò non significa che davvero conosciamo ciò di cui parliamo. Perciò può capitare che si parli di ciò che ignoriamo. Ignoriamo ciò che non distinguiamo bene. Chi non ha compreso che il concetto “conoscenza” implica “distinzione” rifugge dalla paziente e certosina opera dialettica, necessaria a distinguere. Mi innervosisce chi confonde “conoscere” con “parlare” perché parlano di conoscenza credendo di conoscere la conoscenza e poi rifiutano la necessità di perdere tempo a distinguere, accusando il sottoscritto di essere cavilloso e pignolo.

Il secondo motivo è che non sopporto (mi infastidisce è poco) vedere tanta parte delle risorse educative (Stato, scuola, leggi, istituzioni, etc) impegnate a imporre una disciplina (anche nelle sue forme striscianti). Poco è l’impegno (salvo casi individuali) volto a fornire strumenti di libertà. D’altronde perché mai chi ha potere dovrebbe fornirci strumenti per sapere quando è lecito non ubbidire al potere stesso?

Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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Una risposta a Una filosofia delle idee contro ciò che mi innervosisce: educazione e disciplina

  1. Anonimo ha detto:

    Ottimo inizio. Continua così e farai opera di conoscenza
    un bacio pap

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