Editoria digitale: la rivoluzione Amazon ovvero pubblicare un ebook non è mai stato così facile

Editoria digitale, pro e contro

Pubblicare un ebook, per alcuni autori, sembra indizio di inferiorità narrativa. Capita di sentire questa opinione in certi discorsi o di leggerne su certi forum. Ma è proprio vero? L’editoria digitale è un campo che si sta espandendo. Benché sia ancora molto giovane, nelle grandi manifestazioni e convention editoriali, roccaforti del libro stampato, si dedica sempre più attenzione al mondo dell’editoria digitale. Perché? Ovviamente perché tutti sospettano che il mercato digitale prima o poi soppianterà (o quanto meno supererà) il mercato cartaceo. Il fatto è che nessuno sa precisamente come, quando e con quali mezzi. Le case editrici si affannano per cercare di non perdere il proprio primato, il vantaggio dell’esperienza nel mondo del libro. Tuttavia l’editoria digitale offre a tutti occasioni che per le case editrici sono un vero e proprio incubo ad occhi aperti. La piega che prende l’editoria digitale è infatti gravida di occasioni e possibilità individuali, si moltiplicano i canali non legati all’editoria tradizionale. In sostanza per gli autori diventa sempre più facile pubblicare un libro on line e realizzare il proprio sogno.

Ma non sono tutte rose e fiori. Il grande pericolo, il “contro”, è rappresentato dall’imminente marea di testi di scarsa qualità che minaccia di intasare le directory di download, come anche dalla abbondanza di refusi ed errori (per non parlare dei veri e propri errori di grammatica e sintassi), dalla scarsità di controlli sulla qualità dei file (impaginazione, copertine, spaziature, font; etc). Insomma la minaccia è che la qualità dei prodotti degeneri, al punto da rendere la lettura quasi fastidiosa.

Ma il vantaggio? A mio giudizio il “pro” è incalcolabilmente maggiore del contro, poiché in sintesi l’editoria digitale apre una nuova pagina del gran libro della libertà. La Casa Editrice è un istituzione che ha svolto un insostituibile ruolo di democrazia e libertà tra il sedicesimo ed ventesimo secolo, soprattutto nei confronti delle classi povere e incolte. La produzione di libri ha offerto alla massa la possibilità di studiare ad un costo relativamente basso. Questa funzione è stata valida finché è valsa l’idea che, per un editore, pubblicare fosse innanzitutto un modo di comunicare e diffondere idee. Oggi invece le case editrici rispondono ai giovani autori in un modo che dimostra come sia ormai decaduta questa funzione. Come ben sa chiunque abbia provato a pubblicare ed abbia avuto l’onore (raro) di ricevere almeno una qualche forma di risposta, i discorsi sono tutti sul denaro. Ti dicono che un libro non è in un formato commerciale, che non venderebbe, che non segue le mode, che non attira un pubblico vasto e via così. Non ti dicono niente a proposito delle tue idee, non ti dicono che dici cazzate o che non sono d’accordo con te, o che sostieni tesi non dimostrate, o che hai una ideologia da manicomio. No. Non ti dicono neppure se è un bel libro. A loro non interessa più. Sono pochissimi ormai gli editori che cercano di vendere ciò in cui credono. La massa degli editori pubblica ciò che vende. Perciò le case editrici si stanno trasformando in una sorta di censura, non ideologica (sarebbe meglio, forse) ma merceologica, economica. Tutto ciò che non appare destinato al grande incasso è censurato.

Io ho scritto un romanzo. L’editore che l’ha letto mi ha detto che l’avrebbe pubblicato se non fosse stato un romanzo così denso e interessante, così pieno di concetti. Ha detto che era perfetto (ci voleva solo qualche correzione qui e lì), ma perfetto per un pubblico intelligente e colto, perciò talmente esiguo che, alla fine, non valeva la pena pubblicarlo. Economicamente.

Ed ecco che diventa preziosissima la possibilità offerta dall’editoria digitale: chiunque può pubblicare, e sarà solo il pubblico a decidere chi è degno di essere “condiviso” e chi invece deve lavorare ancora per fornire al lettore il dovuto talento. Sta per sorgere una nuova era in cui non ci sarà più censura economica, ma ci sarà successo per un libro che riscuote successo e oblio per un libro che lo merita. Certo, ci vorrà ancora del tempo, questo sarà vero solo quando l’ebook reader sarà uno strumento diffuso. Ma ci arriveremo. Quindi facciamoci trovare pronti. Nel prossimo post alcune indicazioni per sapere come pubblicare un ebook su Amazon. Ovvero, come diventare parte del processo dell’editoria digitale anche se non sei la Mondadori.

Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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