Frammenti di un Racconto Fantascienza – Spacepills | Lo scultore di asteroidi

Un nuovo frammento del racconto di fantascienza che sto scrivendo (o meglio per ora ammucchiando)

Ewane McGhaam Hill – Alla guida del suo astromezzo, customizzato per fornire la massima precisione di manovra, Ewane suole ricercare i migliori asteroidi in orbita intorno ai pianeti da poco scoperti e ancora in fase di vitalizzazione. Ama particolarmente la taglia da 500 metri di diametro medio, ed è capace di restarsene per ore a vagare negli spazi orbitali intorno alle stelle dotate di sistemi stellari. Una volta che ne ha trovato uno, si frega le mani e attiva gli scansori per determinare le zone dure e le zone molli della roccia. Terminata la scansione se ne resta lì, in molle fluttazione e contemplazione del sasso galattico e dello schermo proiettivo del suo vascello. Scrutando prima il vero e poi la proiezione cerca di capire la forma archetipica nascosta nel sasso. Quando si sente di aver ricevuto l’ispirazione parte all’opera. Fa scaldare i termoreattori dei cannoni, per essere certo che l’intensità sia regolare. Si concede una fase di assaggio in cui procede a piccole incisioni, gustando l’impatto sul materiale della sua potente coppia di cannoni quantici, derivazione tecnologica dei campi di forza a quark. Poi, in preda a furori epici, inizia a bersagliare la massa con raffiche di colpi potenti e distruttivi, spazzando via, immerso nel silenzio, centinaia di tonnellate di materiale ridotto a pluviscolo. Una scia di frammenti inizia a staccarsi dal blocco, fluttua nello spazio come un denso inchiostro grigio in un liquido nero, con il passare dei giorni si trasforma in un verme filamentoso ed immenso.  Sbozzato il meteorite, Ewane inizia un lavoro di scalpello preciso. Tara i suoi cannoni per colpi deboli, delicati. Inizia un lento lavorio di ripulitura. Incide forme, lascia emergere nasi, occhi, capelli. Adora incidere teste e volti deformati da emozioni forti. Dal giorno in cui parte alla ricerca di un nuovo blocco da scolpire, al giorno in cui trascina indietro la sua opera terminata, possono passare anche tre o quattro settimane. Il suo astromezzo, un vascello classe libellula attrezzato con ogni comfort per la navigazione di crociera, gli offre la possibilità di riposare o sollazzarsi in una pausa fra una seduta scultorea e l’altra. Quando il capolavoro è terminato è nato un nuovo Adone, o uno Zeus, o un Prometeo. Adora scolpire teste mitiche. Infine aggancia il suo nuovo immenso caput e lo trascina via con un modulo trasportatore, rimorchiandolo verso il massimo vettore gravitazionale della stella. Acquisita una velocità sufficiente, saltare in una piega. Quando sbuca dall’altro lato per tornare sul suo pianeta privato, c’è sempre una folta coltre di cortigiani e reporter d’avanguardia che hanno già da giorni iniziato le trasmissioni per annunciare ai sistemi integrati dell’Ordine la nascita di una nuova opera destinata a fare scandalo.

L’ultima sua creazione, il “Tantalo fatto crak-ziklon-V” è stata una provocazione forte, di quelle che lasciano il segno sui network di molti sistemi stellari.  Una rievocazione mitica tesa a ricordare l’inutilità dello sforzo umano a evitaremassacri, con chiare citazioni e rievocazioni dell’ultimo genocidio industriale del 2621 su Hakkopi II. I commentatori di rilevo sul network hanno fondato una community cronosincronizzata per condividere con il folto pubblico di seguaci, le proprie impressions. Ne è nata una notevolissima impennata dei tassi di sharing che ha procurato ai primi dieci commentatori un notevolissimo aumento del loro ranking. Insomma, ogni nuova scultura un giro di informazioni da 50 kilobite.

Ed è per questo che su Hollian Plakas – il suo pianeta galleria privato – una pantagruelica collezione di teste d’ogni sorta orbita fascinosamente intorno a Saele, uno dei cinque satelliti di Hollian, la vera e propria galleria d’esposizione delle sue opere. Gli eventuali acquirenti possono scegliere un pezzo di loro gradimento con tutto comodo, restando in orbita per tutto il tempo necessario a far sì che l’intuizione conduca a concepire la profondità dell’oggetto contemplato. Gli indecisi hanno anche facoltà di rilassarsi presso il famoso spazioporto privato, l’Hollian Peer, molto alla moda.

Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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