Frammenti di un Racconto Fantascienza – Spacepills | Seeder di Campi quantici conformi

Seeder di Campi quantici conformi

La tecnologia dei microanelli fu ripresa, per usi tecnici e industriali, non appena i laboratori del MIT inventarono il cristallo esamedrale e il mondo fu invaso dai micro pannelli di produzione energetica. La nuova tecnologia offriva quantità di energia a bassissimo costo e così i microanelli, abbandonati per il costo energetico, tornarono in auge. Le ricerche condussero alla costruzione di mircoanelli in reticoli e spirali disposte in forme particolari. Tali architetture del microanello permettevano di plasmare la forma del campo di forza in base a variabili controllabili. Dotando il sistema di un controller divenne possibile creare campi cilindrici cavi, campi sferici, semisferici, campi cubici, campi grandi, piccoli, permeabili o stagni…

Il primo congegno commercializzato, formato da dodici Seeder diversi che potevano produrre un campo di forma variabile, era un congegno delle dimensioni di un container. Fu chiamato Shield Complex Seeder (SCS) dalla Kopaky, l’azienda che grazie a questa invenzione sfondò le porte del successo. L’SCS era un seeder pack, ovvero un groviglio tecnologico all’avanguardia composto da una centralina di controllo (controller deck) e un gruppo produttivo (il seeder vero e proprio). Tramite il deck si impostavano le variabili di controllo della forma e, una volta attivato, il seeder produceva una geometria di campi di forza. Lo Shield Complex della Kopaky fu usato per creare magazzini spostabili, campi militari mobili, moduli abitativi per situazioni d’emergenza… La ricerca progredì, le dimensioni del controller deck e del seeder diminuirono sempre più. Ben presto furono prodotti singoli Seeder pack in grado di generare un campo di forza di qualsiasi forma. Grazie alle pile Haugen i Seeder divennero piccoli, comodi, versatili, tascabili. Seeder regolabili per dimensione e forma invasero i mercati.

I primi campi di forza prodotti dai Seeder non erano in grado di regolare l’ingresso o l’uscita di materia, poteva essere prodotto una superficie continua, aperta o tale da delimitare uno spazio chiuso, ermetico, impenetrabile da normali forze. Perciò all’inizio furono usati per realizzare pareti e tettoie, scudi per soldati e poliziotti (erano infatti molto resistenti nei confronti di armi quantiche) o contenitori, silos, fusti per liquidi, container. L’unico uso che non fu mai (e non è tutt’ora consigliato) è quello di pavimento o tavolo da lavoro. A causa del costante flusso di quark il campo di forza è scivoloso. Al tatto sembra oleoso, quasi fluido benché sia resistentissimo. Perciò chi prova a camminare su un campo di forza orizzontale deve stare molto attento a non perdere l’equilibrio. Una soluzione però fu quella di dotare le superfici orizzontali di tessuti o plastiche di rivestimento tali da impedire lo scivolamento dei piedi o degli oggetti posati sui ripiani.

L’upgrade di questa tecnologia giunse quando la Sony produsse i primi Seeder Selettivi, programmabili, i cui campi di forza erano selettivi quanto al passaggio di materia all’interno del campo. Tramite i seeder selettivi si poteva impostare un campo di forza per permettere il passaggio di un determinato tipo di sostanze, creare aree con diverse colorazioni (o trasparenze), e creare forme complesse come buchi, fessure, alloggiamenti, incassi per incastrare altri oggetti… Nacquero così le prime strutture articolate con porte, finestre, corridoi, stanze… I campi selettivi erano in grado di lasciare passare ad esempio l’aria in ingresso o in uscita, rimanendo resistentissimi a tutti gli altri tipi di sostanza. I Seeder Selettivi si sono evoluti nel tempo e oggi producono campi di forza completamente adattabili alle esigenze dell’uomo, in grado di creare una forma adatta ad una funzione e capace di riparare da vento, acqua, grandine, lancio oggetti, particelle, radiazioni, proiettili… In un campo semisferico possono essere impostate aree “porta” destinate ad essere attraversate da individui o veicoli scelti e non da tutti, o possono essere impostate aree di colori diversi e trasparenze diverse per creare finestre e altre invenzioni, e forme molto complesse. Così il Seeder è oggi la base per realizzare igloo, hangar, magazzini, moduli abitativi o commerciali, e ripari d’ogni sorta, stabili o mobili.

Inutile costruire case in cemento, acciaio o vetro. L’Home Seeder Andro della Bronson, la prima casa completamente basata su campi di forza, era un apparecchio Seeder di 1m2 di dimensioni (eh sì, i primi erano blocchi enormi!), completamente programmabile per creare una struttura di dimensioni e forma variabile (parallelepipedo, cilindro, cono, piramide, semisfera o sfera..) che comprendeva già i sottoprogrammi specifici per disegnare l’architettura interna della casa.  Si poteva regolare il passaggio della luce in entrata e in uscita in alcune aree del campo, si poteva disporre campi orizzontali per creare piani, scale, tavoli, mensole, campi verticali per creare pareti divisorie, porte, ante, colonne. Una volta impostato, l’Home Seeder della Bronson veniva attivato e la casa era lì, pronta per essere abitata, si doveva solo arredarla con suppellettili e parti morbide (e i tappeti antiscivolo, naturalmente). In breve i modelli furono semplificati e qualche anno dopo il lancio dell’ Home Seeder Bronson si videro i primi villaggi di abitazioni a campo di forza, strutture a bassissimo impatto ambientale e comodissime poiché trasportabili in una valigia. La trasparenza divenne la moda del ventiduesimo secolo.

Certo, anche se oggi il Seeder è diventato un gadget molto economico, non tutti si possono permettere l’acquisto di un Seeder e l’energia necessaria ad alimentarlo… ci sono ancora (e forse ci saranno sempre) persone più sfortunate destinate a vivere o lavorare in strutture arcaiche di metallo e vetro.

Più potente il Seeder, più grande il campo, più accurato il Seeder, più manipolabile la forma e le regolazioni di altro genere. Fornirono perciò la soluzione migliore per quasi tutte le cose che nel passato erano state costruite tramite materiali di varia natura: inutile creare una struttura rivestita da un guscio metallico per usarlo come mezzo di trasporto. Con un Seeder si creava una struttura e un guscio molto più resistente e leggero, completamente customizzabile quanto a colore e trasparenze, e variabile quanto a forma.

Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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