Frammenti di un Racconto Fantascienza – Spacepills | Veloseeder e Movseeder

Accoppiando un seeder  con alcune pile haugen, una o più piastre gravitazionali e alcuni propulsori sonici nacquero i primi veicoli a levitazione o Vehicle Seeders (detti poi Veloseeder) ovvero la nuova generazione di autoveicoli. La piastra e il propulsore dovevano sollevare e spingere solo il loro stesso peso, il peso del seeder pack, delle pile e degli eventuali passeggeri poiché tutta la massa del rivestimento era pari a zero, dato che il rivestimento veniva prodotto dal seeder come campo di forza. Un Veloseeder spento assomigliava ad una sorta di generatore: una piastra alla base, un propulsore laterale e un nucleo cilindrico composto di un seeder pack (seeder più controller deck) e una batteria di pile haugen collegate a un delicato e leggerissimo sistema di controllo tattile (il quadro di guida del veicolo). Oggi questo sistema ha raggiunto dimensioni minime, alcuni modelli stanno comodamente in una borsa. All’origine erano grandi all’incirca come una motocicletta del ventesimo secolo. Quando il guidatore intendeva partire saliva sulla piastra, attivava il campo di forza scegliendo una configurazione fra le tante disponibili in memoria e infine attivava piastra e propulsore. Tramite il quadro di comando tattile poteva pilotare il seeder stando in una posizione comoda o sportiva (la forma dell’alloggiamento per pilota e passeggeri è tutt’ora regolata dalla configurazione scelta all’attivazione).

Le città furono in poco tempo invase da sciami di Veloseeder rapidi come schegge e leggerissimi, azzurrini o trasparenti, metallizzati o a specchio. La tecnologia permetteva ai nostalgici di cambiare il design del proprio mezzo. Il deck di controllo di un Veloseder pack, collegandosi al network globale, poteva ricercare e scaricare plug-in di configurazioni create da altri utenti affiliati alla marca produttrice. Al posto del design ultramoderno che in genere un produttore di Veloseeder proponeva come standard di vendita per la forma del campo di forza di quel modello, il proprietario poteva cambiare design e riprodurre anche l’esatta forma di celebri automezzi del passato pur mantenendo i confort e le prestazioni garantite dalla nuova tecnologia.

Ma il campo di utilizzo dei seeder come mezzi di trasporto non rimase certamente ristretto ai quelli terrestri. Ben presto un mezzo realizzato con tecnoligia seeder venne chiamato Movseeder poichè poteva viaggiare levitando, volando, galleggiando… Con un Seeder potente si poteva costruire le Seeder Ships, vascelli con uno scafo di campo magnetico lungo anche due chilometri, in grado di galleggiare sul mare e trasportare milioni di tonnellate di merci. Insomma la tecnologia dei Seeder trasformò l’universo abitato poiché oltre a manipolare la forma dei cosiddetti “immobili” si poté manipolare la forma anche dei mobili, infine le due categorie si fusero. Case mobili o automobili con dieci stanze, caravan in grado di galleggiare, magazzini in grado di volare… tutto fu diverso e tutto fu basato sul seeder e sulla capacità di combinare campi di forza e propulsori di varia natura. E tutti i nuovi mezzi, indipendentemente dalla dimensione, velocità e massa, furono chiamati MovSeeder.

E grazie alla tecnologia dei campi di forza l’uomo inventò anche le Seeder Orbital Vehicle (Seorv)  le prime astronavi orbitali che, invece di essere come l’immaginavano gli scrittori di fantascienza (degli assurdi ammassi pesantissimi di metallo e plastica) non erano altro che sistemi di Seeder molto complessi. Un ingegnere, creando una serie di campi di forza senza peso, poteva progettare un sistema di ambienti perfettamente isolati dall’esterno e forniti di ogni comodità. Mettendoci il giusto motore questo sistema poteva spostarsi senza problemi. Ogni tipo di detrito cosmico, polvere, radiazione, si infrangeva contro il campo quantico. Le astronavi in genere venivano customizzate poichè il seeder poteva essere regolato a piacimento (perciò anche le impostazioni di rifessione della luce da cui il colore o la trasparenza). Capitani più scherzosi però potevano essere regolare il Seeder per una perfetta trasparenza e così capitava di vedere astronavi invisibili, ovvero strutture resistentitissime ma trasparenti che viaggiavano mostrando ogni elemento contenuto (uomini, piante, tappeti, materassi, cibi, liquidi…) e non realizzato tramite campo di forza.

In ogni caso è stata proprio l’invenzione del Seeder a gettare le basi della Sporulazione, l’era in cui l’umanità è partita alla conquista del cosmo. Certo le prime astronavi, non ancora dotate di motori Alfa e soprattutto ancora sporvviste di Nuclei per il salto nelle pieghe, ancora non poteva sognare di raggiungere le stelle lontane anni luce. Ma grazie ai primi mezzi a Seeder tutto il Sistema Solare divenne raggiungibile. Con un semplice motore a fissione d’idrogeno si potè raggiungere uno qualsiasi tra i corpi celesti del sistema solare in pochi giorni di navigazione.

Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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