Papa Francesco | Omelia ai cardinali: quando la semplicità diventa forza

logo gesuiti

Ho deciso di pubblicare l’omelia di Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo papa gesuita della storia, perché nella sua semplicità è eccezionale. La trovate al termine di alcune riflessioni nate in un confronto con un mio carissimo amico. Se volete c’è anche il download in formato PDF, cliccate sul simbolo dei gesuiti qui di fianco.

Quando le cose, il mondo, la società, le psicologie, le forme legali, la finanza… quando tutto questo diventa complesso, intricato, complicato, allora la semplicità diventa forza. L’Omelia che Papa Francesco ha pronunciato davanti ai cardinali è occasione di profonda riflessione. Sembra, a prima vista, solo un’omelia. Invece a ben guardare è qualcosa di stupefacente, proprio per la sua semplicità. Certo, dirà qualcuno, se c’è bisogno di dire certe cose ai cardinali, siamo messi bene! E invece è proprio questo il punto: sapendo a chi stai parlando, dire queste cose. Semplicità che diventa forza.  

Il gesto Papa Benedetto XVI, il Galadriel – Ratzinger

Ho molto meditato sul gesto di Papa Benedetto XVI, ma oggi lo apprezzo ancor di più di ieri, comprendo ancora meglio quanto sia stato un gesto di umiltà per permettere alla Chiesa di entrare in una fase diversa. Ricordate il Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien? Sia Galadriel che Gandalf volevano l’anello, sapevano che l’avrebbero usato a buoni fini, ma la loro vera forza è l’umiltà, quando ammettono di aver paura, quando decidono di affidare l’anello ad un piccolo mezz’uomo, quasi infantile nella sua semplicità di Hobbit. E il loro gesto, così come quello di Papa benedetto XVI, non ha significato di abbandono, ma è un aiuto vero e pieno, è la salvezza di tutta la Terra di mezzo.

Benedetto ha scosso chiunque con il suo gesto di un’umiltà tanto profonda da risultare incomprensibile. Ciascuno di noi ha visto chi un rifiuto, chi una viltà, chi una debolezza. Ed è comprensibile poiché la nostra società (pervasa di mondanità diabolica) ha ben impresso in noi l’idea che non si abbandona un posto di potere, che tutto è intorno a te, anche in buona fede, anche in Cristo. Anche in Cristo? Ma il Padre ha più di un figlio, in Cristo nostro Signore. Oggi ci insegnano invece la logica dell’eroe, dell’investito da Dio che salva solo in prima fila, solo. Perciò ci aspettiamo che anche il Papa sia un Rambo della Fede. Ma così rischiamo di fare la fine degli zeloti. Ci ha colpito così quel gesto umile, da operaio salariato della vigna, che si è spezzato la schiena in quella vigna così calpestata… il suo laciare l’anello del potere ha fatto breccia anche nei più sordi. A quello shock apripista seguirà questo pontificato, di forza ed all’insegna degli ultimi e degli umili.

La forza degli umili

Lo Spirito soffia davvero su chi vuole e dove vuole, a schiaffo di tutti quelli che, scioccamente, hanno fatto i toto-papa, i papabili, i giochi di potere etc. Nessuno aveva mai nominato Bergoglio ed ecco che il semplice diventa il capo, diventa Padre Francesco. 

E però c’era da aspettarselo: subito arrivano gli sputi “mediatici” del diavolo nei confronti di una sua ipotetica “connivenza” con il regime totalitario in Argentina e altre cose del genere (guarda questo video per vedere come stanno le cose realmente). Ma non sorprende: fu così anche per Ratzinger. Fu presto detto (da molte lingue veloci con ottima inclinazione alle deduzioni logiche) che era tedesco, quindi era un nazista. Salvo poi che abbiamo scoperto che da giovinetto perse suo padre che fu arrestato poiché da gendarme si rifiutò di piegarsi ad Hitler. Ai detrattori non rimase che dire “ha una faccia…” Se gli sputi “mediatici” sono tutto ciò che il diavolo sa fare, diversamente parla l’azione del nuovo vescovo di Roma Francesco.

In Argentina lo considerano un santo: è sempre vissuto in un tugurio di due piccole camere ed ha accolto su di sé, personalmente, la miseria di molti, in un Paese uscito da un collasso davvero terribile. Un uomo di strada, pare, sempre a piedi, sempre tra la gente.

Molti segni ha già offerto, e i nuovi segni, forti e incisivi, fin dai primi istanti del pontificato, per dare a tutti consapevolezza (con l’esempio): si è affacciato e ha detto “Buonasera”. Poi l’umiltà di chinare il capo per ricevere egli la benedizione dai credenti, di ricordare il primato del servizio nell’indicare se stesso, come ab origine, quale vescovo di Roma. La preghiera poi, oh, che bello! Ha pregato partendo dal Padre Nostro, così come Cristo ha insegnato, continuando con l’Ave Maria e il Gloria alla Trinità. Solo al termine di queste preghiere ha assunto un ruolo da capo. E il suo primo gesto da capo è stato dare l’indulgenza plenaria, il perdono.

E poi paga l’hotel, rifiuta i paramenti purpurei per “indicare” l’umiltà e la servitù di chi è stato scelto per lavare i piedi. Si pone liturgicamente a Messa di lato all’altare ad indicare il primato di quella croce, di quell’altare stesso. Respinge di tornare, dopo il suo discorso, in limousine ma chiede il pullman con gli altri cardinali, poiché, probabilmente, insieme con i fratelli c’è più gioia! Da solo in limousine è noioso. Ma non è solo un Papa della gioia e dei gesti umili. Oggi ha espulso un cardinale (Bernard Law) poiché copriva abusi di sacerdoti, su due piedi, grazie anche alle nuove norme ed all’esempio dell’operaio della vigna Benedetto.

E ieri, dopo aver pregato la Madonna, ha pronunciato la sua omelia, rifiutando il discorso in latino preparato per lui. Ha scelto di ascoltare lo Spirito che parla in lui ed ha parlato nella semplicità, proprio come un buon gesuita, proprio come chi fa allo steso tempo di San Francesco il santo guida di un pontificato. A proposito di Francesco, il nome scelto. C’è un bel brano sacro, molto antico. Fa così:

Francesco vai, ripara la mia Casa. Francesco vai, non vedi che è in rovina? E non temere, Io sarò con te ovunque andrai, Francesco vai. Francesco vai.

Sono le parole con cui miracolosamente Gesù rispose, per mezzo di un crocifisso ormai celebre, – quello di San Damiano ad Assisi – a San Francesco che Gli chiedeva in preghiera cosa voleva che egli facesse. Francesco riparò la casa dall’interno con la regola e l’ordine dei Francescani, che riportarono la Chiesa alle origini del messaggio evangelico. Un buon pastore aiuta la pecora a restare nell’ovile ed a recuperare quella smarrita. Benedetto ha scosso chiunque con il suo gesto, Francesco sarà un papa di conversione.

SANTA MESSA CON I CARDINALI | OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Cappella Sistina – Giovedì, 14 marzo 2013
In queste tre Letture vedo che c’è qualcosa di comune: è il movimento. Nella Prima Lettura il movimento nel cammino; nella Seconda Lettura, il movimento nell’edificazione
della Chiesa; nella terza, nel Vangelo, il movimento nella confessione. Camminare,
edificare, confessare.
Camminare. «Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,5).
Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii
irreprensibile. Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa
non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di
vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.
Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre
vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella
pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita:
edificare.
Terzo, confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare
tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG
assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma.
Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini
sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza.
Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il
Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità
del diavolo, la mondanità del demonio.
Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel
camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che
non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.
Questo Vangelo prosegue con una situazione speciale. Lo stesso Pietro che ha confessato
Gesù Cristo, gli dice: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di
Croce. Questo non c’entra. Ti seguo con altre possibilità, senza la Croce. Quando
camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo
un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi,
Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore.
Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di
camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul
sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo
Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti. Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, per
la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare,
edificare, confessare Gesù Cristo Crocifisso. Così sia.

Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
Questa voce è stata pubblicata in Cristianesimo, Meditazioni filosfiche, Spiritualità e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...