Scrittura Creativa | Lezioni sulla creazione di mondi fantastici – Frank Herbert – parte 2

La scrittura creativa – costruzione di mondi fantastici – parte 2

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Primi passaggi analitici: studio del materiale e riflessioni sulle somiglianze tra realtà e racconti fantastici

Studio dei materiali

Cominciai a studiare i popoli che abitano nelle regioni aride, perché erano le regioni in cui s’incontrava la maggior parte delle dune. Una delle mie solite divagazioni, insomma; un modo come un altro di leggere il dizionario. Poi, lentamente, lo scrittore che è in me si risvegliò, e si accorse che questi argomenti potevano offrire lo spunto per un romanzo (ciò si verificò circa due anni dopo). Successivamente, pensai che forse non c’erano soltanto gli elementi per una storia, ma anche per costruire un mondo immaginario: un mondo riconoscibile da parte di chiunque fosse vissuto per qualche tempo in una regione arida. Un pianeta che soffre per la mancanza d’acqua. Un popolo spinto alla violenza da questo bisogno. Una cultura, una civiltà che cerca di superare una simile avversità. [..] A questo, si aggiunga che ho letto più di 200 libri, articoli, rapporti e saggi scientifici sull’ecosistema delle regioni desertiche [..] Vi meravigliereste sapendo quanto materiale potete trovare [..]

In queste righe scopriamo un concetto fondamentale nella creazione di racconti fantastici: Herbert non parte in quarta. Prima studia, si informa, approfondisce molto (200 libri, no 2) la sua passione per le dune, l’aridità, lo sforzo di sopravvivere a condizioni estreme. Solo più avanti scopre che tutte le informazioni raccolte sarebbero interessanti materiali per la composizione del romanzo. Quindi

2) Prima di scrivere bisogna leggere. Quando abbiamo un’idea che ci piace, dobbiamo documentarci e studiare l’argomento. Solo dopo averlo reso parte di noi potremo scorgere gli eventuali confini di una narrazione basata su quell’idea. E solo se vediamo dei confini ampli, epici, universali, possiamo ipotizzare di costruire un mondo basato su quell’idea.

Distinguere le somiglianze e le differenze della vita

Ora, quando il discorso cade su Dune, vedo che molta gente nota il suo ecosistema. Dal mio punto di vista, un pianeta è una specie di nave spaziale: una biosfera, che viaggia a velocità spaventosa tra un’immensità di spazio inabitabile. E il fine era quello di raccontare una storia: per un romanzo, la cosa più importante sono gli ospiti dell’astronave. Gli abitanti, dunque. Come vivono su un mondo così arido?

Queste righe ci conducono ad un concetto forse noto a tutti gli amanti della creazione ma che giova non solo ricordare ma anche approfondire. Herbert suggerisce che quando si fantastica su un mondo immaginario è facile perdersi nelle speculazioni sulle diverse caratteristiche esteriori del suo sistema (fisico, tecnologico, geografico, etc), per dirla con Herbert, l’astronave. Ebbene è l’equipaggio che crea l’interesse del lettore. Perciò:

3) Quando abbiamo fantasticato abbastanza sull’idea e sulle caratteristiche di un mondo, dobbiamo iniziare a interrogarci sulle condizioni degli individui che vivono in quelle condizioni (per certi versi diverse, per altri simili alle nostre). Questo rende davvero interessante un racconto fantastico. Dobbiamo fare una lista di cose in cui somiglia al nostro mondo e cose in cui sarebbe differente.

Indagare sulle somiglianze e analogie

Quando si crea un pianeta, occorre sempre impiegare una pista di lancio: qualcosa che il lettore possa riconoscere. Per Dune, come ho detto, questa pista di lancio è costituita dalle popolazioni che qui, sulla Terra, vivono nelle regioni torride. [..] Su Dune, però, l’aridità è superiore, ed ecco che le cose cominciano a complicarsi. Fate uno sforzo d’immaginazione, fino a considerare la Terra come una creatura vivente: non vi occorrerà molto per pensare all’umanità come a una malattia del nostro pianeta. Su buona parte della Terra, la presenza dell’uomo contrasta con quella di un sano ecosistema, capace di mantenersi indefinitamente. C’è un tipo di regioni, però, in cui questo «uomo-virus» è meno nocivo e poco intacca la biosfera che lo circonda: le regioni aride. [..] Nelle regioni desertiche della Terra, l’uomo-virus adotta certi provvedimenti per conservare tutta quella catena di organismi viventi -piante, animali, insetti – che rendono possibile la vita. [..] Una caratteristica di questi luoghi aridi, dunque, è l’intima associazione tra l’uomo e la terra. [..] Beh, anche nel caso di Dune si tratta di vivere a stretto contatto con il pianeta, tenendo presente che nelle situazioni di massima indigenza, i primitivi riescono a sopravvivere meglio dei civilizzati. Come mai?

Molto importante questa nota di Herbert. Ci dice infatti che è importante partire dalla similitudine, e non dalla differenza. Nel nostro nuovo mondo fantastico dobbiamo ritrovare, innanzitutto, ciò che abbiamo studiato come fenomeno reale del nostro mondo nella fase 2 – lo studio. Questi elementi reali del nostro mondo devono poi essere trasposti nel contesto immaginario. Saranno così riconoscibili e forniranno la base, la pista di lancio. Ecco che:

4) Dobbiamo chiederci prima in cosa gli abitatori di un mondo fantastico sono simili a noi. Dobbiamo porci molte domande diverse. Come ad esempio quali cose reali studiate possono essere illuminanti? Quali si adattano al contesto diverso? Quali cose saranno identiche o minori o più estreme (indagare le variazioni quantitaive). Le risposte a queste domande daranno una base di vita e di solida sostanza agli abitanti del nostro mondo.

Attenzione agli aspetti interessanti

Molti, nel nostro Paese, tendono a pensare che la dieta degli agricoltori di queste regioni povere sia estremamente frugale. Niente affatto: i loro abitanti hanno una grande varietà di cibi… ma mangiano cose che noi, di solito, non tocchiamo neppure: vegetali selvatici, insetti, ogni parte del pesce. Hanno le vitamine B dalle bevande fermentate e il calcio dal limone. [..] Erano gente primitiva, con una lunga tradizione contadina di attenzioni verso la terra: inserirsi nel ciclo della natura, senza sconvolgerne il ritmo. Tutte queste considerazioni, ve ne sarete già accorti, le ho adattate alla situazione di Dune, trasformandole in realtà. [..] Lo scambio di energia tra le varie forme viventi è molto complesso. Vi sono moltissime relazioni, e soltanto ora cominciamo a comprenderle. E ci accorgiamo di non sapere affatto fino a che punto giunga la nostra dipendenza da tutta una catena di organismi. È per questo motivo che, per Dune, ho affrontato – e soltanto nelle linee generali – una piccola parte delle forme di mutua dipendenza.

Qui Herbert fa un passo ulteriore. Questo passaggio è una cerniera fra la regola 4 dell’indagine delle similitudine e la regola 6 dell’indagine della differenza. Qui infatti sta prendendo tutto ciò che stupisce studiando la realtà: tanto dei popoli sul pianeta terra che vivono in condizioni di aridità, quanto del meccanismo dell’ecosistema. E ci sta dicendo che, nello studiare, ha scoperto tante cose inaspettate e che lo hanno stupito e fatto riflettere. E così ha deciso di infilarle nel suo mondo fantastico sotto forma di elementi simili al nostro mondo (anche se più o meno estremi). Per questo:

5) bisogna soffermarsi sugli aspetti strani e inaspettati che emergono dallo studio dei fenomeni reali legati all’idea. Bisogna vivere lo sgomento e la meraviglia di cose vere che ci stupiscono e bisogna soffermarsi a elencare (raccogliendoli come materiali narrativi) quali siano questi aspetti inaspettati che, verosimilmente, colpiranno anche il lettore.

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Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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