Scrittura Creativa | Lezioni sulla creazione di mondi fantastici – Frank Herbert – parte 3

La scrittura creativa – costruzione di mondi fantastici – parte 3

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Coerenza, fantasia, invenzioni e realtà nei mondi fantastici

Indagare la differenza

Su Dune, il fattore dominante è la mancanza d’acqua. L’umidità, non l’acqua, diviene argomento di costante preoccupazione. Le piante devono conservare l’umidità intensificando i sistemi con cui la custodiscono nei deserti della Terra.

Ecco che Frank Herbert torna sul tema logico lasciato per seguire la digressione sul mistero prodotto dalla fantasia e dall’invenzione. Io ho riportato qui il suo passaggio, prima della digressione, perché mi sembra più lineare. Qui, in poche righe, si condensa una parte essenziale, centrale, nell’opera di creazione di mondi fantastici. La diversità: posto un certo elemento (o più d’uno, ma il ragionamento va fatto per un elemento alla volta) quali saranno le differenze che questo elemento subirà in base al contesto? In pratica:

6) Bisogna indagare la diversità, la differenza. Bisogna interrogarsi, come nel caso della similitudine, per cercare quegli elementi che, stando un contensto diverso, saranno necessariamente diversi dalla realtà.

Intermezzo sulla coerenza dei mondi fantastici

Alcuni dettagli della catena ecologica ci sono noti, e compaiono qua e là nel corso della narrazione. Altre volte ho preferito evitare del tutto di parlarne, piuttosto di essere costretto a inventare. Introdurre nuovi misteri in quest’area avrebbe distratto il lettore da quei pochi segreti che sostengono la narrazione.

Questo è un ottimo consiglio che va preso molto seriamente. Una delle tendenze di chi racconta mondi fantastici è la tendenza a elencare, a dare tante spiegazioni, a fornire gli elementi per capire il suo amato mondo. Ma Herbert spiega che gli elementi noti (simili alla realtà) si possono facilmente inserire perché non creano mistero e non chiedono ulteriori spiegazioni. Ma lì dove volessimo essere sistematici saremmo costretti a inventare e inventare implica nuovi misteri… Questo è un passaggio chiave: molt icredono che, inserendo elementi inventati per spiegare qualcosa, stiano aiutando il lettore a orientarsi. Invece spesso aumentano la dose di incertezza e il suo bisogno di avere ulteriori nuove spiegazioni per comprendere e accettare l’esistenza di questi elementi. E troppi misteri, magari su cose minori, distraggono il lettore dall’esiguo numero di misteri che deve essere alla base della narrazione. Perciò ecco tre regole d’oro sull’equilibrio fra finzione e realtà.

7) L’ambientazione di mondo fantastico non è un pacco di fantasticherie, è un tutto coerente in cui è sottesa una logica. Ma l’invenzione genera mistero e bisogno di spiegazioni. Perciò questa coerenza deve essere presente nella mente dell’autore e deve essere esposta fin quando non minaccia di distrarre dalla linea narrativa principale.

8) Bisogna avere chiari quali siano i misteri principali a sostengno della narrazione.

9) Non bisogna temere che il lettore desideri spiegazioni di tutto o di tanti dettagli, non bisogna abbondare troppo con l’invenzione di elementi per giustificare un certo sistema per non creare troppi misteri. In positivo, bisogna riflettere sull’equilibrio fra elementi tratti dalla realtà (che non hanno bisogno di giustificazione) ed elementi inventati.

Quando la fantasia può cominciare a volare

Tuttavia, in alcuni casi mi sono lasciato trasportare dalla fantasia. Così, su Dune incontrerete uccelli di ogni specie che si sono abituati a bere il sangue; pipistrelli che ottengono dalla saliva umana parte della loro umidità; dispositivi come i precipitatori di rugiada (un apparecchietto semplice e pratico; qualche grossa industria nel campo delle materie plastiche dovrebbe prenderlo in esame). Dune vi regalerà anche la pura fantasia: il ciclo tra vermi, spezia, Piccolo Creatore, che è una deliberata imitazione delle forme di mutua dipendenza che ci sono note.
Cominciate a capire come si costruisce un mondo?

Qui Herbert ci lancia verso il puro divertimento. Inevitabile che tutto il lavoro di studio e riflessione sia teso a questo momento: quello in cui l’autore si può librare, sulle ali del suo ingegno e della sua fantasia, inventando quello che gli sembra più bello e affascinante. Per questo

10) Quando le basi di studio e di analisi sono solide, volare con la fantasia è naturale e spontaneo, è un semplice risultato del bisogno di evadere da quei confini che noi stessi abbiamo tracciato. Il risultato sarà un piacevole “lasciarsi trasportare”.

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Informazioni su Luigi Pignalosa

Nato nel sole, cresciuto nel mare, educato dal Cielo, torturato dalla terra. Mi laureo in Filosofia con il massimo dei voti (per quello che significa in Italia). Studio e sviluppo competenze nel campo della comunicazione strategica e dei media digitali. Lavoro come Strategic Communication Planner, Content writer & manager, Web project manager. Da piccolo inventavo i miei giochi perché quelli esistenti erano stati già creati. Il mio motto è "Se proprio devi fare qualcosa, fa' qualcosa che non c'è".
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